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Imparare ad ascoltare la voce del silenzio

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Paolo Rodari

Paolo Rodari

Sono Paolo Rodari, scrittore e giornalista. Mi puoi scrivere inviando una mail a paolo@paolorodari.it

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Conosci te stesso, è la scritta che risaltava sul tempio del Dio Apollo a Delfi e che per secoli ha influenzato i più importanti pensatori della cultura occidentale: Socrate, Platone, Kant, Nietzsche. Conosci te stesso è la strada che, dopo anni di ricerca, ho compreso come l’unica possibile per me oggi. Certamente la strada del fare silenzio per accettarmi, accogliere la mia finitezza, ma anche, e soprattutto, la strada dello scoprire le mie potenzialità, le infinite possibilità che sono presenti dentro di me e cercare di compierle. Conosci te stesso significa ascoltarmi, comprendermi per poi cercare di realizzarmi secondo i desideri più autentici che ho.

Un cristianesimo squilibrato ha per troppo tempo insistito su un Dio che da fuori di noi viene a darci tutto, gioie e dolori, povertà e ricchezza, mortificando il dono più grande che Dio stesso ci ha fatto: la nostra vita, la nostra libertà, il fatto di esistere come unicità, la nostra coscienza che sa guidarci verso la pienezza, ovvero la piena realizzazione di noi stessi.

Leggere i Vangeli in questa chiave significa scoprire il vero volto di Gesù, un uomo che si è opposto agli schemi del suo tempo, alle leggi che imbrigliavano Dio in un idolo da seguire e adorare, e che ha invece scelto l’amore, ovvero la sequela del suo desiderio intimo di amare. In questo senso Gesù ha aperto la strada alla divinità, si è divinizzato, una possibilità reale per tutti. Scrive Jean Dechanet in Va dove ti porta il cuore:

Gesù proclamava che non bisogna più adorare nei templi o in altri luoghi consacrati, ma in spirito e verità. Anche Dio bisognava non vederlo come un maestro onnipotente, ma come un padre pieno di amore. Niente più culto, niente più olocausti. È questa la buona novella, è questo il regno, un nuovo ordine in cui l’amore sostituisce legge e riti. È un’iniziazione, più che una strada: è la via.

Jean Dechanet in Va dove ti porta il cuore

Gesù si è ascoltato, oserei dire. Nei tanti momenti in cui si ritirava da solo a pregare ha scoperto l’amore come sua esigenza e ne ha fatto la sua via. Scoprendo sé stesso ha scoperto il Padre. Solo quando prendo coscienza di chi sono, infatti, posso connettermi con Dio che è l’origine della mia unicità.

Questa via Gesù l’ha offerta a tutti, questo il suo dono per ognuno di noi. In tanti hanno percorso e stanno percorrendo questa via, anche fuori dalla tradizione cristiana. Sono esempi, più che maestri. Ritengo, infatti, che non vi sia maestro più grande della propria coscienza. Certo, una volta fatto silenzio dentro di sé e essersi ascoltati è giusto condividere con gli altri ciò che si è e chiedere aiuto per realizzarsi. Ma senza mai divenire schiavi o succubi di nessuno.

Sulle pagine di questo mio sito voglio parlare di questa ricerca di senso che parte dal silenzio, del mio lavoro quotidiano alla scoperta di me stesso e dell’incontro con donne e uomini che sono sulla stessa via, cercatori di luce, guru potremmo dire, ovvero persone capaci di disperdere l’oscurità. In questo percorso una parte significativa l’ha l’esercizio fisico. Distende, apre canali. Molti praticano yoga. Io vado in bicicletta, corro, cammino e faccio esercizi a corpo libero.

Vi porterò con me su questa via.

Non intendo insegnare nulla, solo comunicare un’esperienza.

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