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Sul Monte Tuscolo in bicicletta, trovare sé stessi a un passo da Roma
Salita al monte tuscolo in bicicletta paolo rodari 1

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A ottobre 2020 sono arrivato in cima al monte Tuscolo in bicicletta, 700 metri sul livello del mare. È stata un’occasione per ritrovare il centro di me stesso. Vi racconto il percorso e il silenzio di questi luoghi, la loro storia e la loro voce.
Paolo Rodari

Paolo Rodari

Sono Paolo Rodari, scrittore e giornalista. Mi puoi scrivere inviando una mail a paolo@paolorodari.it

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Ottobre 2020. Arrivato in cima al monte Tuscolo, quasi 700 metri sul livello del mare poco sopra Frascati, mi siedo sull’erba ad ascoltare il silenzio. Ne ho bisogno dopo settimane trascorse a Roma fra il lavoro e le preoccupazioni per la pandemia. Necessito di spazi dilatati, di aria aperta, di salire verso l’alto per ritrovare il centro di me stesso. Perché, se non per questo, pedalare per chilometri? Per cosa, se non per ricentrarsi, uscire dalla città e puntare a una vetta che coi suoi settecento metri di altezza permette di godere di un bel panorama su Roma e sui colli attorno fino al mare?

In cima al monte Tuscolo il silenzio si riempie di voci.

Anzitutto c’è il vento, ancora caldo e leggero, che mi dà il benvenuto. Fosco Maraini definì il Tuscolo luogo dell’anima. Giorgio Albertazzi disse che è un posto magico e umido: «Ma questo umidore gli conferisce qualcosa di dissotterrato, di ancestrale, che piacerebbe tanto a Dante». E ancora: «È un luogo di pietre autentiche, raccontano di un passato, sanno esprimere la storia nel senso più genuino. E senza memoria non c’è vita». In cima al Tuscolo, dico io, ci si sente accolti. Dalla natura, dall’erba soffice e dalle pietre. Ma anche da coloro che secoli addietro – in questo senso ha ragione Albertazzi – hanno abitato questa altura e non ci sono più.

Settecento anni prima di Roma, nel XV secolo avanti Cristo, qui sul monte Tuscolo sorgeva una città. Secondo la leggenda venne fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe. Ascendendo supero tombe a colombario e mausolei risalenti a un’epoca che va dal I secolo a.C. al I secolo d.C. Mentre pedalo penso a tutte queste vite che mi hanno preceduto. Le anime di tutte queste persone, ne sono sicuro, sono qui con me. Le loro esistenze sono in modo misterioso ancora reali. Credo molto nella comunione con chi non c’è più.

Attraversare un luogo come questo significa entrare in contatto con loro, chiedere loro il permesso di passare, più che pregare per loro chiedere loro aiuto. Siamo tutte le persone che sono state prima di noi. Le loro conquiste ci permettono di essere ciò che siamo. Un filo ci lega a loro e lega noi alle generazioni future.

Salita al monte tuscolo in bicicletta paolo rodari 2

Nel 496 a.C. la città viene conquistata da Roma. Ma i suoi boschi e le sue antiche abitazioni hanno continuato a contenere vita. Col dominio di Roma, infatti, imperatori, senatori, letterati, e fra questi anche Cicerone, vengono quassù sul monte Tuscolo per respirare aria sana e pulita, godere dei suoi inverni tiepidi e delle sue estati temperate e, ne sono convinto, come me secoli dopo, per ritrovare loro stessi. Confesso che mi emoziona pensare che qui Cicerone si ritirasse per studiare la filosofia greca, quelle letture che forse in parte gli permisero di alleviare il dolore per la morte della sua amatissima figlia Tullia. Del resto, nella filosofia, era proprio una consolatio (consolazione) al dolore che cercava: la ricerca delle scuole epicurea, scettica e stoica come tentativo di garantire all’uomo la felicità, allontanando passioni e turbamenti.

Dopo meno di un’ora di salita al monte Tuscolo non posso dire di aver trovato riparo dalle preoccupazioni, ma un punto di vista diverso su di esse sì.

In cima al monte Tuscolo, seduto sull’erba dopo aver appoggiato la mia De Rosa ai paletti che sostengono un cartello con la spiegazione circa le origini del posto, è questo a essermi evidente: molte delle preoccupazioni che vivo in città sono, seppur importanti, relative. Qui poche cose contano davvero. Qui divengono più chiari i miei desideri più profondi, le mie esigenze più autentiche, e, insieme, gli affetti che nutro per le persone più care.

Salita al monte tuscolo in bicicletta paolo rodari 3

Prima di risalire in bici e ridiscendere dal monte Tuscolo mi sorprendo a inviare a due colleghi e amici una foto del panorama. Sotto scrivo loro: «Viste da qui le cose di cui scriviamo tutti i giorni sui giornali sembrano insignificanti, molto si relativizza da questa prospettiva. Aria, ragazzi».

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